Quando si dice “Profumi di Puglia” si può pensare forse al mare, ma che dire della vegetazione? A ridosso delle dune costiere, spicca l’odore del fico pianta dall’inestimabile valore storico.

Custode silenzioso

Il fico con il suo tronco nodoso e irregolare e la chioma fitta, ha fatto da cornice ai panorami pugliesi praticamente dalla notte dei tempi. Era presente in ogni momento della vita di campagna: collocato vicino muretti a secco, abitazioni di contadini o pozzi artesiani.

Tradizione contadina

La pianta di fico era una vera e propria compagna del lavoro contadino estivo, rinfrescando i lavoratori in pausa e nutrendoli grazie alle preziose proprietà dei frutti. Non solo, gli stessi frutti essiccati rappresentavano nutrimento per tutto l’anno e nell’antichità erano anche una moneta di scambio. Le foglie invece, diventavano foraggio per il bestiame. Anche il latte secreto dal fico veniva riadoperato nella medicina tradizionale popolare.

Il “falso frutto” più amato

Il frutto del fico è un falso frutto. Si tratta infatti di un’infiorescenza, chiamata “sicono”. I veri frutti sono i micro granuli croccanti presenti all’interno della polpa, detti acheni. Insomma, si tratta di una vera meraviglia botanica, unica nel suo genere.